ottobre 10, 2007

Libro dell mese: Cronache dell Rum

OVVERO I LIBRI CHE LEGGO A FELTRINELLI.
«Ripugnante come pochi», scrive Hunter S. Thompson in questo suo capolavoro del 1959, «in qualche rara occasione dimostrava lampi di intelligenza stagnante. Ma il suo cervello era così marcio per l’alcol e per quella vita dissoluta che quando cercava di avviarlo sembrava un vecchio motore ingolfato rimasto inzuppato troppo a lungo nel lardo.» Sorpresa: Thompson non sta scrivendo di se stesso! Il più geniale e folle romanziere/giornalista americano descrive così la vita di un uomo di nome Moberg a Portorico, giornalista sconclusionato e stonato la cui più grande abilità sta nel riuscire a ritrovare la propria macchina dopo una serata di delirio etilico, grazie al cattivo odore dell’auto stessa più che al suo olfatto. In realtà, l’eroe, il protagonista di questo romanzo autobiografico, è il trentenne Paul Kemp. Intrappolato in un lavoro senza prospettive (Thompson in quel periodo stava ammattendo, imprigionato nella redazione di un giornale di bowling) sente il suo talento evaporare veloce come il rum versato in un pugno, e vede allontanarsi il sogno di emulare i suoi modelli (Hemingway e Fitzgerald). Thompson aveva 22 anni quando scrisse le Cronache del rum ma era terrorizzato di finire come Moberg. Lo salvò il fantastico incendio creativo degli anni Sessanta, quello che ispirò Paura e disgusto a Las Vegas, meraviglioso esordio di quello che sarebbe diventato il padre del «giornalismo gonzo», il più pericoloso e irriverente scrittore della sua generazione. Nel 2008 sarà nelle sale l’attesissimo film tratto da questo romanzo, voluto, prodotto e interpretato da Johnny Depp, grande ammiratore e poi amico di Thompson, nonché interprete del memorabile Paura e delirio a Las Vegas.

«Mi sono svaccato sulla sedia e ho ripreso a trincare. Il cuoco in cucina faceva un casino d’inferno e per qualche ragione il pianoforte si era zittito. Dall’interno arrivava una gnagnera in spagnolo, un sottofondo incoerente a quei pensieri senza capo né coda. Per la prima volta ho avuto la sensazione di trovarmi in un Paese straniero, la vera distanza che avevo messo tra me e il mio ultimo domicilio. Non c’era motivo di sentirsi sotto pressione, ma non ci potevo fare niente: l’oppressione dell’afa e del tempo che passa, una tensione indolente che, nei posti dove la gente suda per ventiquattr’ore al giorno, continua a salire.»(http://www.bcdeditore.it/Catalogo/Scheda_libro.aspx?id=2356)

3 commenti:

Anonimo ha detto...

http://www.bcdeditore.it/Catalogo/Scheda_libro.aspx?id=2356
Scrivi un commento tuo invece che copiare dal sito della casa editrice che ha pubblicato il libro.

RAM ha detto...

Bhe visto che il libro l avevo appena iniziato a leggere ho pensato di riportare sull blog quello della casa editrice.Questo post era stato creato solo per mostrare il libro che stavo leggendo non per darli un giudizio.

Anonimo ha detto...

Allora cita la fonte, è questione sia formale che di correttezza.